SILENZI  E  SUONI  AUX  GETS

 

di Gianni GILI

 

 

 

 

I nodi vengono al pettine, sempre .

Prendi lo studio, per esempio … Negli anni ’50 papà mica poteva prevedere Internet … e allora mi consigliò : “ Scegli francese… assomiglia al piemontese … “ . E mamma aggiunse : “ Pensa, potrai andare a Parigi … Ah, Parigi o cara ! “ . ( No, “Parigi o cara“ non lo gorgheggiò nonostante fosse una melomane … ) .

Studiai francese con la leggerezza così come si studia una materia per la quale difficilmente ti bocciano !

Così, quando sei contastorie e sei invitato ad un Festival in Francia … beh ! Come gliela racconto ?

 

Avevo lavorato per mesi intorno ad una storia : “ La Bestia del Gévaudan “ ( storia trucida, di sangue e perversioni; fatti avvenuti e documentati nel triennio 1764 – 1767, nella zona del Massiccio Centrale francese ) e ad un’altra : “ La verità sulle caprette del Mont Chéry “ ( storia di sortilegi, che spiega la straordinaria affettuosità del piccolo gregge di capre che staziona sul monte prospiciente Les Gets, la cittadina che organizza il Festival ) .

Mesi di ricerche, stesure successive dei testi, progettazione della scenografia e del marchingegno tecnico per renderla componibile durante la narrazione, scelta delle musiche, sobillazione dell’acrobatico – geniale – paziente noteur Marco Gianotto… e poi … Parbleu ! Bon Dieu ! Zut ! Il francese non lo so !

 

 

                    

 

 

Non lo so io, ma neppure Rosangela che racconterà piccole storie per bambini, e neppure Luca che con la chitarra costruisce un tappeto musicale alle parole della narrazione fra un brano e l’altro girati con la manovella . C’è anche Tamara : ma il suo francese non basta e non osa …

E’ per tutte queste ragioni che siamo giunti a Les Gets qualche giorno prima dell’apertura del Festival con “ LEI “ : Lucette Lafontaine, nata a Costigliole d’Asti, maritata in Francia, amica da 35 anni e non più incontrata da 30 … ma non ci siamo mai persi d’ orecchio grazie al telefono !

Si è offerta lei di fare l’interprete : spontaneamente… lo giuro !

 

 

 

 

 

Les Gets : hanno un significato queste due parole ?

Lucette ( fa l’ insegnante ) ha un allievo che abita a Cluse che ha saputo fornire la risposta : “ gets “ significa sentieri di montagna, corridoi, pendii boscosi ed anche culla perché il paese sembra adagiato in una culla protetto dai dolci pendii che lo circondano … un abbraccio affettuoso dunque …

Il nome è già una storia … non so se è credibile, ma a me piace pensare di sì !

 

 

 

 

Hotel “ Crychar “ : al limite del centro abitato; le camere si affacciano su quei pendii morbidi d’erba: lassù i pini e cavalli bradi che brucano all’alba e scompaiono con l’aprirsi delle nostre gelosie; piccola piscina per i desiderosi del mare …

Silenzio, sempre … Colazioni golose ( indimenticabili le marmellate casalinghe; ne cito alcune con nostalgia : mele cotogne, fichi, mirtilli, fragole, prugne, mele … ), cuoco fantasioso e raffinato negli accostamenti saporosi … e “ Gamais “ della Savoia che conforta l’ansia da spettacolo .

 

E il magazzino : lì abbiamo “ provato” le nostre esibizioni per tre giorni .

Ritmi, pause, toni, volumi, movimenti, escamotages affinché l’intervento dell’interprete non rallentasse il ritmo .

Decidiamo che la storia dell’iniziazione del branco di lupetti insidiato da cacciatori e Cappuccetti Rossi, la racconterà Lucetta in francese ed io girerò la manovella ( alcuni brani sono opere originali del compositore M° Marco Gianotto ) .

Lucetta è minuta e sommessa, attenta nelle relazioni, ironica e deliziosamente ammiccante con brevi movimenti degli occhi, e con pause e toni e scelta di frasi sospese ma allusive … Una vera interprete che interpreta, insomma !

E abile nelle pubbliche relazioni : ci siamo affidati a lei come pupi smarriti …

 

L’ 11° Festival Internazionale de la Musique  Mécanique 2004, a Les Gets, aveva quale tema generale : “ Gli animali “ . Una coincidenza fortunata !

Quando lo spazio lo permette, lavoro con alle spalle una scena che rappresenta le attrazioni delle fiere nel 1800 : sei teli di 3 x 2 metri ciascuno, gigantografie di stampe di ignoto illustratore olandese del 1850 : uno che ci sapeva fare con l’occhio osservatore e con la mano che racconta con le immagini .

Sono raffigurati il teatro dei burattini, la giostra con i cavalli, il giocoliere, il prestigiatore, l’orsante, l’ammaestratore di canarini: e poi ci sono i suonatori di organo di Barberia che attraggono il pubblico curioso .

L’area che ci è stata assegnata, un prato lungo il ruscello del centro storico, si trasforma in un bel colpo d’occhio : lo facciamo brillare anche di notte , con le nostre quarzine .

Di giorno il tappeto erboso è animato con 14 immagini di animali in abiti del 1700 : sono i protagonisti delle favole di La Fontaine che racconta Rosangela .

Bimbi e adulti affascinati . I fotografi fotografano per tre giorni .

Ci esibiremo lì .

 

 

                   

 

 

Poi, sapete com’è … tutto si sussegue rapidamente : il fatto è fatto, si diventa artisti – personaggi pubblici .

Vesto panni settecenteschi perché racconto  fatti avvenuti nel ‘700 .

Rispondo all’applauso che segue l’ Inno di Mameli e l’alza bandiera tricolore sventolando il tricorno rosso .

Abbiamo raccontato e fatto raccontare al pubblico, abbiamo suonato e fatto girare la manovella a bambini e adulti .

 

 

                             

 

 

“ Non ho visto il Festival “ : come sempre quando si fa spettacolo !

Concerti nelle chiese, mostre, circo, proiezioni, spettacoli … non sono riuscito a vederli né ascoltarli … peccato ! Si imparano tante cose dagli altri .

Una visita rapida nel Museo per vedere le ultime acquisizioni, però l’ho fatta .

 

Alle sfilate di apertura e di chiusura ci siamo visti reciprocamente .

Ricordo alcuni, ma non conosco i loro nomi …

Il nutrito gruppo tedesco, compatto, con bandiera .

Il suonatore francese – monegasco con bandiera .

La suonatrice che andava al santuario di Santiago di Compostela col somaro, gravato di organo di Barberia, elegante nel cappellino e cravatta in tinta ( il somaro ) : chissà se sono arrivati …

I giganteschi scimmiotto e leprotto suonatori meccanici, montati su triciclo, animati dal ciclista sottostante, opera di uno spettacolare e creativo gruppo che usa materiali riciclati .

Coppia di organisti con peluche – cane vivo davvero, in cestino, stremato dalle carezze del pubblico.

I fantasiosi francesi Chipette & Tif del “ Circociclo Francy’s “ : giocoliere, monociclo, grande capacità di costruzione del treppo coinvolgendo i passanti con animazioni anche individuali di carattere musicale .

I bambini della scuola di Les Gets con costumi di animali in variopinta parata .

La giratrice di manovella che, almeno aux Gets, riesce a tenere al guinzaglio il marito – dalmata gigante ( con corna al posto delle orecchie … ! ) .

Gli splendidi cartelloni dipinti del gruppo tedesco “ Moritaten “ .

Gli orsi degli orsanti ( poveri animali ! ) .

La coppia umana tigre ( sexy ! ) con orsacchiottone .

Il giocoliere molto baffuto che lanciava il diablo più in alto del tetto delle case … e lo recuperava sul filo sempre .

I colleghi suonatori e narratori di storie Joëlle Bély e “ Le colporteur de barbarie “ .

Otto Peter Hauser e i suoi amici con i quali si parlava in italiano mangiando formaggi francesi .

L’uomo – automa Francis Lara con la chiavona della carica infilata nella schiena,  abilissimo nel coinvolgere il pubblico … specie le signore !

Il fisarmonicista accompagnato alla batteria dal compagno – automa davvero, di dimensioni umane ( impressionante ! ) .

L’organista con enorme ombrellone parasole – parapioggia sgargiantemente giallo paglierino a forma di gigantesca paglietta, analoga a quella che lui porta permanentemente in testa (simpaticamente autoironico ) .

La fascinosa ballerina – automa in tutù celeste in coppia col suo possessore – posseduto Arnold .

 

Trecento musicanti, con strumenti perlopiù montati su carrello . Pochi con tracolla, uno per tutti : ha l’età di chi è nato prima , il viso buono di chi ha scelto di consolare il mondo portando la musica semplice lungo le sue arterie infinite : è stato premiato con la “ Manovella d’ Oro “ !

 

Già, ci sono anche i premi !

L’ abbiamo saputo a Festival iniziato … e siamo rimasti confusi e frastornati quando abbiamo sentito scandire: “ Manivelle d’ or de la meilleure créativité : Gianni Gili, Italie “ … pur non credendo alle nostre orecchie quella frase francese l’ abbiamo compresa !

 

 

                   

 

 

C’ erano naturalmente “i domatori” dell’ Organizzazione:  l’ onnipresente Bernadette Pernolet, e il Presidente Denis Bouchet ! Instancabilmente operativi !

Un applauso !

 

 

Denis Bouchet - Bernadette Pernolet