IL VALZER DI PAPA GIOVANNI

NARRATA DAI CANTASTORIE

LA VITA DI ANGELO RONCALLI

 

di Vittorio FRANCHINI

 

( da “ LA DOMENICA DEL CORRIERE ” – 3 luglio 1966, n° 27 )

 

 

 

 

Due cantanti popolari interpretano in disco

la bella storia del bimbo di Sotto il Monte

che salito al soglio pontificio ha saputo commuovere

con le sue parole e soprattutto con le sue azioni tutti i popoli della Terra

 

 

 

 

Un valzer per Papa Giovanni.

Potrebbe sembrare irriverente, ma è solo logico. Piuttosto c'è da chiedersi come mai, a 3 anni dalla morte, il Papa Buono non fosse ancora entrato nel mondo dei cantastorie.

 

Per la verità, giusto 3 anni or sono, Marino Piazza, che è un po' il re dei cantastorie settentrionali, ne aveva cantato la fine sulle piazze dei paesi emiliani. “Ci ha insegnato ad amarci e a unirci” aveva gridato con la sua voce aspra da «arrabbiato» di campagna, ma a lui pochi altri avevano fatto eco. Poi anche Marino Piazza era tornato alle fosche storie passionali, alle avventurose imprese dei banditi, alle storie degli antichi eroi.

 

Solo ora, dunque, Papa Giovanni entra nel folclore.

Ci sono voluti due fratelli. Alfonso che ha curato i testi e Giuseppe Mazzuca che ha scritto la musica, e due cantastorie, Nino e Romano, che hanno chiesto di interpretarne la storia. Ed è nata “La vita di Papa Giovanni” che ha trovato subito un editore pronto a realizzarla anche in disco («Vik», lire 1.800 più tasse).

 

In vetrina lo si potrà scambiare per qualcosa di estremamente importante: per i discorsi del pontefice, per esempio. Invece contiene un lungo valzer che sul filo di un giocondo «un due tre» dipana la vita di Angelo Roncalli, “l'uomo mandato dal Signore”. La nascita a Sotto il Monte, la fanciullezza, la pena della mamma che vuole dare una istruzione a quel ragazzo di cui ha compreso le virtù, ma che non ha mezzi; il collegio e poi la guerra, il sacerdozio e il trono pontificio, fino al Concilio e alla morte. Una storia che si poteva narrare in migliaia e migliaia di pagine colme di dottrina, ma che trova una sua ingenua e tuttavia precisa giustificazione in queste strofette e nei recitati che le introducono, detti da Sergio Gibello.

 

Sul personaggio è inutile dilungarsi in questa sede: è tale da suscitare subito commozione e simpatia. Ed è soprattutto più immediato, più vero, più nostro di qualunque eroe del repertorio tradizionale. Del resto non è stato Angelo Roncalli il paladino della nostra epoca? Non ha fatto e vinto, a modo suo, la più nobile guerra dei nostri tempi, quella della fratellanza?

 

 

 

 

 

Rimane una cosa sola da aggiungere. Gli anni sessanta sono colmi di musica «beat», di canti di protesta. I giovani ballano sui «blues» lamentosi coi quali Bob Dylan denuncia il pericolo atomico, si entusiasmano per «La guerra» di Antoine, si commuovono alle patetiche ballate che Joan Baez lancia come una sfida alla civiltà del benessere: il valzer di Papa Giovanni può uscire dai limiti della sagra paesana, al quale sembra destinato, per inserirsi in questo mondo più ampio. Perché è la storia di un uomo che armato del suo coraggio e della sua bontà e sorretto dalla fede si è alzato contro il mondo, denunciandone gli errori ed indicando la giusta strada per il futuro.

 

Con quell'aggancio al passato dato dall'esile filo del valzer «musette». Involontario, indubbiamente, ma non privo di sottintesi se si pensa a tutta l'azione della Chiesa, volta al futuro, soprattutto sotto la spinta sociale datale da Giovanni XXIII, ma ben ancorata alla sua storia gloriosa e carica d'anni.

 

 

Vittorio Franchini

 

 

 

 

(Recitato)

In un paesino del Bergamasco, a Sotto il Monte,

da una famiglia di  modestissime condizioni,

nasce il 25 novembre 1881, Giovanni Angelo Roncalli.

 

(Cantato)

Quando nacque Papa Giovanni,

una stella apparve nel cielo:

si posò sulla casa del padre,

nella notte di freddo e gelo!

 

 

 

 

(Recitato)

I suoi genitori pensano che Angelino

sia un figlio diverso dagli altri e decidono, perciò,

di fargli intraprendere la via degli studi...

E fu così che Angelino entrò nel Seminario di Bergamo!

 

(Cantato)

E la mamma a quel figlio che parte

gli vorrebbe donare un tesoro:

gli vorrebbe riempire le tasche

di monete e di ninnoli d'oro!

 

 

 

 

(Recitato)

Ordinato sacerdote, Angelo Roncalli,

scoppiata la Prima Guerra Mondiale,

viene richiamato alle armi come sergente di sanità

ed inviato negli Ospedali militari di Bergamo.

 

(Cantato)

Quando qualcuno sta per morire

chiama la mamma con voce spenta:

nella tristezza dell'ora estrema,

il buon sergente gli si presenta!

 

 

 

 

(Recitato)

Il nuovo Papa si reca nelle più lontane borgate di Roma

ad infondere serenità e speranza

nel cuore di quella umile gente!

Nella ricorrenza del Natale

decide di far visita ai detenuti di Regina Coeli!

 

(Cantato)

Appena il Papa mette il suo piede

dentro le mura della prigione,

ogni infelice, quando lo vede,

piega i ginocchi, con devozione!

 

 

 

 

(Recitato)

Papa Giovanni si reca ad Assisi,

dove ogni cosa risplende

della luce radiosa che piove dai cieli,

dove Francesco per arrivare a Dio

si era spogliato delle cose terrene!...

 

(Cantato)

Il suo braccio mai non si stanca:

non si stanca di benedire!

Chi lo vede sente una pace

che a parole non si può dire!

 

 

 

 

(Recitato)

La Chiesa Cattolica è la nave

che deve portare alla salvezza tutta l'Umanità.

Essa cerca, con il Concilio, nuove vie luminose

per la diffusione del Vangelo in tutto il mondo

e per il trionfo della Pace!

 

(Cantato) .

Queste cose il buon Papa Giovanni,

notte e giorno pregando, sognava:

e la Pace che tanto Egli amava,

col Concilio ci volle donar.

 

 

 

(I testi parziali de “La vita di Papa Giovanni” sono pubblicati sotto le tavole a colori per gentile concessione della RCA-Italiana. Disegni di W. Molino)