ESPOSIZIONE

ITINERANTE

 

 

 

 

 

La mostra presenta materiali sulla figura del   “ Cantastorie “.

L'esposizione è stata pensata per essere itinerante. I materiali sono costituiti da decine di coloratissimi e impalpabili  “ fogli volanti “  stampati a cliché nel 1800 e poi a rotocalco nel ‘900 ; a questi si aggiungono fotografie, incisioni, materiali video e sonori, ed un originale spettacolo – visita guidata.

 

 

ascoltate

 " ASCOLTATE IN SILENZIO LA STORIA "

 

IMMAGINI STORIE MUSICHE MATERIALI DI CANTASTORIE

 

 

LA PIAZZA E L’ ASCOLTO

 

La strada e la piazza, la festa e la fiera : luoghi e momenti di incontro e di scambio, di relazione interpersonale e di comunicazione, di transazioni commerciali, di informazione e scambio di opinioni, di cortei e processioni, di divertimento, di attese, di appuntamento amoroso e di agguati …

 

Spazio a cielo aperto, ancora vivo oggi là ove le Amministrazioni Comunali hanno sottratto coraggiosamente aree al potere fagocitante della motorizzazione, con questo miracolo “ resuscitandole – restituendole “  alle persone : e queste ultime regalano di nuovo alla piazza e alla strada i suoni di passi, di voci, di musiche …

 

La storia è antica : prima della televisione, e della radio, e dei giornali vigeva il costume di portare a conoscenza del popolo editti governativi ( tassazioni, arruolamenti … )  e notizie per mezzo della voce umana : erano i banditori , spesso in compagnia di suonatori di tamburo o di tromba per richiamare l’attenzione dei popolani che così accorrevano, disponendosi in cerchio curiosi e attenti .

 

Ma prima ancora ci furono coloro che, magari accompagnandosi con strumenti musicali, raccontavano avvenimenti realmente accaduti oppure fantasiosi ma comunque tali da impressionare l’animo popolare .

Omero non fu il primo … poi vennero musici e poeti ambulanti, giullari, menestrelli … cantastorie .

E ancora oggi a ben sentire c’è chi compone testi di canzoni che sono raffinate narrazioni …

 

L’uditorio si affollava intorno al cantastorie e ascoltava attentamente episodi di battaglie perdute o vinte, di gesta assassine oppure d’amore, catastrofi naturali o miracoli, fatti di cronaca nera oppure politici o sportivi …

Il cantastorie “ sapeva raccontare “ e la gente gli offriva cibo, riparo, monete .

 

A Torino, negli anni ’50, si poteva ancora assistere alle esibizioni di qualche venditore ambulante di lamette e rasoi da barba che utilizzava le proprie capacità di cantastorie per creare il cerchio di ascoltatori – potenziali acquirenti .

Negli anni ’70 Nonò Salomone cantava le lotte dei contadini del Sud ai lavoratori in lotta delle fabbriche del Nord .

Oggi si può ascoltare in piazza Duomo, a Milano, Franco Trincale che conta – canta con pietà, rabbia e ironia le storie dell’Italia contemporanea : alle sue spalle un cartellone dipinto illustra con semplicità le fasi salienti della vicenda narrata … come un tempo … e come un tempo c’è chi vorrebbe tappargli la bocca  …

 

 

 

 

Nella mostra c’è la grande scena della fiera : sei gigantesche immagini ( mt. 3 x 2 ciascuna ) che riproducono litografie a colori del XIX secolo, sono testimonianza attentamente descrittiva di mestieri, strutture, attrezzi, costumi, clima delle feste in piazza del 1800, dove sempre era presente anche il nostro suonatore di organo a manovella, nel ruolo di imbonitore o di intrattenitore o semplicemente di musicante .

La grande scena vede all’opera prestigiatori, giocolieri, animali ammaestrati ed esotici ( scimmie, cammelli, orsi, canarini …), giostre, teatro dei burattini, contastorie … e tanta musica di organetti a manovella !

Colori, voci, suoni … sembra sentirli !

 

 

 

IL  CANTASTORIE

 

Nell’800 ( epoca d’oro del cantastorie moderno ) percorreva le strade della penisola fra uno Stato e l’altro, facendo musica e magari vendendo prodotti  “ miracolosi contro le malattie corporali “  … e raccontava !

Raccontava  “ storie “ : di tutto un po’ ! Quelle per bambini che aveva ascoltate da sua madre, quelle degli adulti udite durante le veglie di stalla, le altre sentite nelle osterie … e poi … e poi raccontava  “ i fatti “ ossia storie vere  : ciò che vedeva e veniva a sapere lungo il suo cammino che attraversava paesi e campi.

 

I suoi passi incontravano mercati e feste patronali; allarmavano amanti stesi fra le fresche frasche; sorprendevano  “carbonari“ che si scambiavano informazioni; scoprivano i segni terribili di battaglie recenti; oppure rallegravano inaspettatamente matrimoni o battesimi … Così veniva a sapere di passioni, vendette, delitti, miracoli.

 

Uomo semplice che camminando camminando, tesseva una rete di relazioni e informazioni sempre aggiornate anche sul divenire dell’Italia e degli italiani : perché di quello si parlava e si voleva conoscere !

E furono anche le sue storie, le sue musiche, gli scritti dei suoi fogli volanti, e soprattutto il suo  modo di raccontare, che contribuirono a diffondere i miti del Risorgimento e dell’Unità e quello dei loro eroi : Vittorio, Cavour, Mazzini e Garibaldi ! E un po’ anche la lingua italiana .

Ma non solo : diffuse anche speranze di cambiamento .

Già, le speranze : per questo si combatteva : per stare meglio tutti, perché ci fosse un’alba anche per “ i poareti ” … magari per abbracciare quel  “ progresso ”  che si diceva avrebbe significato liberazione ( “ libera nos a malo … amen ” ) .

Più tardi i cantastorie canteranno delle automobili e degli aeroplani, di terremoti ed eruzioni, di belve umane e di Sante Zennaro al quale sono state intitolate scuole ma nessuno ne ricorda la ragione …

 

Molti ambulanti facevano inizialmente il mestiere del contadino e poi, nella “stagione morta ” , per alleggerire la famiglia di una bocca adulta che consuma il sempre troppo scarso raccolto, se sapevano fare qualche altro mestiere, si allontanavano nel mondo … Si partiva e poi si tornava … con qualche soldo in più se era andata bene .

Dai villaggi piemontesi sciamavano verso le grandi città, le fiere, ma anche in Francia e sino in Spagna …

Erano calderai, arrotini, ombrellai, impagliatori di sedie, distillatori di sciroppo di menta, acciugai, spazzacamini, raccoglitori di capelli femminili …

 

Altri facevano i suonatori ambulanti : chitarra o violino o fisarmonica o un semplice zufolo ma suonato da Dio o una ghironda … e se non sapevano suonare uno strumento si procuravano un organo a manovella e via per la strada ! … Il cappello appoggiato sulla terra col vuoto per la testa volto verso l’alto ( come una bocca affamata ) a domandare di essere riempito di monete quale segno di gratitudine per il clima gioioso creato dalla loro musica, i fogli volanti con i testi delle ballate venduti per 1 centesimo, oppure i pianeti della fortuna che illudevano per breve tempo il lettore sulla possibilità che   “ la carta del destino girasse mostrando finalmente la faccia benigna ” .

C’è chi il cantastorie lo faceva per mestiere e chi per necessità … ma pur sempre con piacere, perché una attività comunque creativa la si regge solo se c’è desiderio …

 

Chi rischiava vedeva cose nuove, diverse : un Oltre ed un Altrove che si contrapponevano al conservatorismo e all’isolamento del proprio villaggio .

Quando ritornavano, raccontavano : era un modo per importare novità, per meravigliare, per desiderare il cambiamento.

 

 

                   

 

 

Una sezione della mostra presenta ciarlatani, imbonitori, cantastorie operanti nelle strade, mercati, fiere in un’epoca che va dal 1600 al 1800 ...

Poi arriva la fotografia a documentare questo mestiere ed i suoi artisti: qui ci sono volti, gesti, costumi, strumenti dei cantastorie storici dell’area emiliana e romagnola e sicula operanti negli anni ‘50 e ‘60 del 1900: Piazza Marino, Lorenzo De Antiquis, Bargagli, Callegari, Parenti, Busacca …

 

 

I  FOGLI  VOLANTI

 

I “ fogli volanti “ nella tradizione del cantastorie erano fogli di leggerissima carta colorata, stampati in tipografia, contenenti una illustrazione e la cronaca scritta di un avvenimento, il testo di una canzone, il pensiero saggio o satirico del narratore, che li vendeva per pochi centesimi durante la propria esibizione .

Erano così fragili e leggeri che una leggera brezza riusciva a farli volare …

 

I fogli volanti in esposizione testimoniano, con autentica originalità, il periodo 1800 - 1950 e si offrono al visitatore come punto di riflessione ed esplorazione di una fase culturale molto importante nello sviluppo e nella diffusione della cultura.

 

 

   

 

 

L’esposizione può essere vista per singoli frammenti ( l’unicità del foglio col suo colore, la sua immagine e fregio, il suo contenuto storico, narrativo e poetico ), o nella sua interezza di documentazione culturale di un’epoca .

Il percorso creato con questi Fogli conduce il visitatore attraverso tempi e momenti delle vicissitudini umane :

-     catastrofi naturali

-     guerra

-     contrasti sociali

-     politica

-     brigantaggio

-     monarchia e anarchia

-     progresso

-     tragedie del lavoro

-     cronaca nera

-     religione

-     sport

-     romanze e canzonette

 

 

L'ESPOSIZIONE  COME  OPPORTUNITA’

 

La mostra propone la riscoperta di un personaggio ancora presente nella memoria del vissuto delle generazioni anziane, ma sconosciuto ai giovani : eppure fu cantautore anch’esso !

Omero, Guido Cavalcanti, Petrarca … e poi Piazza Marino, De Antiquis … e ancora Giovanna Marini, Della Mea, Amodei … e anche De Andrè, Guccini, Dalla …

 

La mostra può essere integrazione di un percorso didattico che, dalle elementari alle superiori, affronta in modo originale e desueto temi di storia, della letteratura, dell’educazione musicale .

 

Possiamo anche definire questa mostra come un dono testamentario dei nostri bisnonni, uno di quei doni presi, messi via e dimenticati, ma che all’improvviso saltano fuori facendoci ricordare tutto del donatore … anche dopo anni.

La mostra potrebbe itinerare nei luoghi dai quali sono partiti i cantastorie e gli uomini dei mestieri ambulanti, e costituire occasione di “ restituzione ” nei confronti delle comunità che hanno visto quegli uomini partire e che li hanno attesi.

Un modo per ricordarli ed essere orgogliosi di loro : essi non furono né “pelandroni ”, né “buoni a nulla ” …

 

L'esposizione può collocarsi, con grande coerenza, quale evento culturale nell’ambito di iniziative legate alla valorizzazione delle tradizioni e delle risorse del territorio .

 

 

Gianni - GIANGILI - Gili è italiano e abita in Piemonte, nella città di Torino.

 

   e-mail: musicameccanica@musicameccanica.it

 

 

foglivolanti

"  FOGLI  VOLANTI  "

 

UNA  INUSITATA  VISITA  GUIDATA

 

 

I fogli volanti nella tradizione dei cantastorie erano fogli di leggera carta colorata, stampati in tipografia, contenenti una illustrazione e la cronaca scritta di un avvenimento, il testo di una canzone, il pensiero saggio o satirico del narratore, che li vendeva per pochi centesimi durante la propria esibizione .

 

“ FOGLI VOLANTI “ è uno spettacolo: un insieme di racconti, letture, memorie, e musica dal vivo .

Fatti accaduti o immaginari, favole per grandi e per bambini; musiche nuove o già ascoltate, da ballare se si vuole …

Fatti di oggi come di ieri e più in là ancora …

Tante storie, ciascuna a sé stante, ma che compongono la Grande Storia con le piccole storie di ciascuno .

Ricordi di nomi, sapori, oggetti, musiche, personaggi, avvenimenti, incontri … senza nostalgia né retorica, ma per confermare appartenenza, trasmettere esperienze di percorsi di vita …

Un modo per raccontare l’Italia e la gente nostra … ma anche come sta andando il mondo : per questo lo spettacolo è in continuo divenire.

 

 

                    

 

 

“ FOGLI VOLANTI “ è dunque la moderna re – invenzione del contastorie .

C’è un organo di barberia che fa musica grazie a cartoni forati che avanzano girando una manovella. E’ strumento all’apparenza identico a quelli tradizionali, ma ne è la loro evoluzione: in esso c’è tanta tecnologia elettronica che lo rende più affidabile, leggero e meno ingombrante. È l’ opera contemporanea della celebre “Manufacture Fournier”.

C’è un repertorio di 130 cartoni musicali con brani musicali che spaziano dall’800 ad oggi .

Ci sono i tradizionali “cartelloni” del contastorie che richiamano i temi delle storie narrate : sono grandi e colorati. Riproduzioni di alto livello qualitativo di capolavori della pittura, della grafica, della fotografia: sono la storia visiva del mondo da Adamo ed Eva ai giorni nostri (non proprio tutto tutto …).

Ci sono anche i fogli volanti, per non lasciare il pubblico a mani vuote : con una immagine, una storia, qualche “buon numero” da giocare al lotto … non si sa mai !

C’è naturalmente la voce del narratore … ( ma non canta ! ).

 

 

                    

 

 

“ FOGLI VOLANTI “ in questo caso diventa  spettacolo itinerante. Il narratore con l’organo non è fermo, ma si muove lungo il percorso espositivo suonando e raccontando e sollecitando il pubblico a raccontare anch’esso : così anche colui che racconta ha il privilegio di ascoltare ! A volte qualcuno del pubblico o l'insegnante che accompagna la classe, sarà invitato a suonare l'organo di barberia.

 

Un modo diverso di fare spettacolo, un modo nuovo per visitare una mostra, una originale visita guidata nel tempo : da Omero e Ulisse a Sheerazade, da Orlando ai guitti della Commedia dell’ Arte, a Giuseppe Bracali e Rina Fort …

 

Regioni, Province, Comuni, Assessorati, Pro Loco, Provveditorati agli Studi, Scuole, Enti Pubblici e Privati … e chiunque desideri approfittare di questa opportunità espositiva può contattare

 

 

                   

 

 

 

Gianni - GIANGILI - Gili è italiano e abita in Piemonte, nella città di Torino.

 

   e-mail: musicameccanica@musicameccanica.it