“ CINEMA   MEMORIA ”

ovvero

Tutto succede nel buio della sala

ovvero

Alla ricerca del ricordo perduto

 

 

 

 

 

Ci piacevano. Tutti.

Alcuni li amavamo. Altri li odiavamo.

Da alcuni avremmo voluto essere amati. Altri li avremmo uccisi.

C’ erano i buoni. C’ erano i cattivi. Si desiderava che la trama del film portasse felicità ai buoni. Morte e dannazione ai cattivi. Per sempre.

Fino al prossimo film naturalmente !

 

Si amavano i personaggi che essi impersonavano.

Lo spettatore nel buio della sala, coinvolto nella vicenda, viveva dentro di sé le emozioni dei protagonisti … per 120 minuti soltanto, è vero … ma sufficienti perché qualcosa succedesse in lui …

 

Non stupisce che magari ripetesse gesti, parole, imitasse modi di vestire, di truccarsi … e attendesse ansioso l’uscita del prossimo film.

 

Da grande volevo essere Gary Cooper.

Da bambino giocavo a indiani e cow-boys con i soldatini, e a sceriffo e banditi con gli amichetti nel grande cortile.

Avevamo pistole di latta, cappelli di cartone, fazzoletti da naso a quadretti per nascondere il volto.

Andavamo a vedere tutti i films western che ci inviavano gli Stati Uniti.

Da grande volevo essere Gary Cooper: non era uno smargiasso, non era un duro violento, era rigoroso, deciso, elegante nel gesto misurato, capace di schierarsi da solo contro tutti dalla parte giusta …

“ High Noon – Mezzogiorno di fuoco ”: indimenticabile !

 

 A Marcel Proust fu sufficiente il sapore di una madeleine inzuppata nell’infuso di tiglio per rigurgitare ricordi: si spalancò una chiusa e il torrente di emozioni rovesciò innanzi.

Il tempo che pareva perduto – smarrito – vissuto ma dimenticato e dunque come non fosse stato vissuto davvero, venne ritrovato.

 

Dalla memoria nulla viene cancellato per sempre.

Alla memoria sono sufficienti piccoli richiami per liberare e restituire i propri tesori nascosti …

Un sapore, un colore, un oggetto, un profumo … ed anche una immagine, un suono, fanno riaffiorare ricordi, emozioni.

 

Titoli di films e immagini di manifesti, colonne sonore e volti di attori: si intrecciano in ciascuno di noi con la trama della nostra vita.

Non solo con la nostra vita “ reale “, ma anche con quella fantasmatica, profonda, nascosta, camuffata, non detta spesso neppure a noi stessi …

 

Nella sala oscura del cinematografo, così buia come il profondo dell’anima, immedesimandoci nelle vicende proiettate, si possono vivere emozionalmente situazioni, avventure, trasgressioni che diversamente non ci permetteremmo o non ci è dato vivere nel mondo reale alla luce del sole.

 

 

                   

 

 

Un gioco di carte per coinvolgere il pubblico: si fa scegliere una carta, la si gira e si svela il volto di una star, si cerca il manifesto del film da essa interpretato, si ascolta il brano celebre della colonna sonora …

Si ascoltano le parole del contastorie … certo racconterà la trama e il senso di essa … ma c’è di più!

Per GIANGILI girare la manovella dell’organo è produrre note, ma anche rivisitare “ fotogrammi ”  del proprio vissuto.

Brani di storia di vita: la propria storia da raccontare a coloro che vogliono ascoltare … e se a qualcuno il gioco piace … beh! Può raccontare di sé, dei films che ha visto davvero o che ha creduto di vivere nel corso della vita … senza paura, perché se si è lì a raccontarli significa che comunque c’è il “ lieto fine ”.

Noi siamo i nostri films ! Noi ne siamo produttori, sceneggiatori, registi, attori … e anche pubblico!

 

 

           

 

 

C’è sempre chi memorizza emozioni supportandole con le immagini.

Per questi c’è una sorpresa !

Potranno portare a casa “ una foto di scena ” fatta da loro stessi, con tanto di “Ciak in scena ” col loro nome scritto col gesso, la loro immagine, il manifesto del film preferito quale sfondo e il regista “ GIANGILI ” … e l’orchestra naturalmente: l’organo !

 

Sì, “ Giangili ” è esagerato … !

Fa vedere i primissimi films dei fratelli Lumière: “ La sortie de l’usine “, “ L’arrivée du train “, “ L’arrosseur arrosé “.

Sì, lì sulla strada, alla luce del sole. Quasi l’impossibile !

Uno spettatore per volta: una visione riservata, molto riservata …

 

“ Cinema Memoria ” è animazione in quanto relazione col pubblico, ma anche evento espositivo e musicale.

 

Se si pensa ai registi dei films come moderni contastorie, si possono ritenere i manifesti dei loro films come i cartelloni dei contastorie.

Sono immagini che catturano l’occhio del potenziale spettatore attraverso una struttura compositiva ad esso ben nota: la titolazione, l’immagine vera e propria o più immagini in relazione fra loro, a volte poche parole che suggeriscono la trama, i nomi degli attori secondo una precisa gerarchia di ruoli, il nome del regista, il marchio della casa di produzione ( RKO, MGM, Universal, United Artist … ).

 

Grandi films, grandi storie, grandi stars, grandi disegnatori.

I cartelloni del contastorie sono 46, con 59 immagini. Dimensione cm. 100 x 150. Gigantesche riproduzioni dei manifesti di film capolavori della storia del cinema e della grafica moderna.

 

Le orecchie del pubblico ascoltano 41 motivi celebri di colonne sonore di 36 film, quasi tutti Premi Oscar.

La musica più antica è  “ As Time Goes By “  dal film  “Casablanca “, del 1942.

La più recente  “ The Rose “  dal film  “ Titanic “, del 1997.

Musiche ascoltate e mai più dimenticate. Immagini viste e mai più cancellate.

 

 

 

 

“ Cinema Memoria ” racconta la storia del cinema; ma anche del precinema: perché furono gli ambulanti a fare prima spettacoli di immagini con le lanterne magiche e il “ mondo niovo ” e poi proiettare le pellicole dei Lumiére ancora prive di sonoro … accompagnandole spesso con le musiche di un organo a manovella.

 

 

 

Infine, un omaggio ai professionisti che portano a concretezza l’idea di un film: scenografi, attrezzisti, trovarobe, fonici, truccatori ... in questo caso i costumisti.

“ GIANGILI ” indossa un cappello ispirato a quello indossato da Federico Fellini.

Non è un “ costume ”: è la metafora del cinefilo e del regista: tante immagini per la testa, tanta pellicola.