LA  BESTIO’

 UNA MODERNA CRONACA DEL 1764

 

 

 

 

E vi fu battaglia in cielo :
gli angeli combatterono contro i demoni
e questi non vinsero !
E Satana, gran seduttore,
fu gettato giù sulla terra,
con gran fragore .
E quando si rialzò era bestia,
e i suoi piedi erano come di orso,
e la sua bocca come di leone
ed aveva potestà di agire .
E il Male dilagò sugli uomini
e rese sconosciuti i figli ai padri .

 

 

 

 

La storia della " Bestia " ( nominata dai francesi dell’epoca " la Bestiò " ) è una storia vera che narra vicende realmente accadute fra il 1764 e il 1767 in Francia, nella zona montagnosa del Massiccio Centrale .

Le vittime furono più di cento, quasi tutte giovani donne e bambini .

Si sospettò di un grosso lupo … poi vi fu un incredibile colpo di scena… !

La storia della " Bestia " è una storia moderna .

Perché presenta il Male .

Il Male che possiede alcuni uomini e usa il loro essere umani per renderli distruttori .

Distruttori di pace, di serenità, di convivenza, di famiglie, di vita, di armonia fra uomini e animali e territorio, di benessere, di autonomia, di libertà … e soffoca la speranza, e oscura i sogni …

Quando l’uomo è posseduto da una perversione … beh, questa è più forte di lui … lo domina .

La persona posseduta è asservita al proprio Male interiore : è come se inforcasse occhiali malefici che le fanno vedere il mondo unicamente come fonte di soddisfacimento del proprio insaziabile Male . E allora userà tutte le proprie risorse per il Male Padrone : intelligenza, astuzia, denaro, proprietà, potere, armi, rete relazionale ... e userà bisogni, debolezze, ambizioni, vizi degli altri …

La storia della " Bestia " è una storia moderna .

Perché qualcuno volle usare i suoi terribili misfatti come fossero atti terroristici .

La storia della " Bestia " è una storia moderna .

Perché ci dice che solo l’iniziativa forte e decisa delle vittime del Male può interrompere la catastrofe e ricostruire speranze di futuro e di vita .

Jeanne Vallet ferisce la " Bestia " e dimostra a tutti che essa è vulnerabile … e questo dà speranza e infonde coraggio nel popolo .

Delegare ad altri non serve .

 

Ci vuole un gesto nuovo, una iniziativa che sia il segno di una rivolta contro la propria passività : Jeanne lo compie !

Le hanno fatto un monumento … si può vedere, a Auvers . A me piace pensare che Jeanne sia la madre di quella Marianna simbolo della Rivoluzione Francese …

La " Bestia " venne uccisa sul Mont Mouchet … Quale coincidenza !

Proprio nel luogo dove la Resistenza Francese ha vissuto gloriosi giorni di lotta per la liberazione dal Male . C’è un monumento… si può vedere .

 

 

 

 

Il Male è una entità così Enorme e Grave che non gli si può consentire di fare preda di Cappuccetto Rosso, seppure bambina imprudente e disubbidiente : la disparità fra colpa e punizione sarebbe troppo grande !

Sarà per questo che i Fratelli Grimm, dopo i fatti del Gévaudan, portati a conoscenza di tutta l’Europa dai cantastorie, cambiarono la conclusione della favola del Perrault ?

Le musiche sono drammatiche, ma ci sono anche brani allegri ed alcuni con funzione ironica .

 

 

 

Si chiamavano Berserker .

Erano gli uomini – bestia dei Vichinghi : feroci truppe da sbarco che assalivano i villaggi costieri per fare razzia di merci, bestiame e donne .

Erano camuffati da orsi e da lupi , lanciavano urla assordanti … aggredivano … uccidevano … scomparivano …

Ma questo avveniva tanto tempo prima …

 

Dopo la rivolta dei “ Camisards “ e dopo le gesta degli uomini del “ bandito “ Louis Mandrin, venne proibito al popolo l’uso di armi da fuoco e armi da asta .

Per questo contadini e pastori, dopo i primi attacchi della “Bestia“, non usarono armi efficaci per difendersi .

Quando l’uomo conobbe il lupo lo identificò subito come rivale nella caccia e gli invidiò zanne, artigli, capacità di vedere nel buio e conoscenza della foresta .

Poi lo considerò nemico .

Poi una maledizione inviata da Satana .

Poi si formò l’idea del lupo mannaro : un uomo così cattivo dentro che aveva il potere della metamorfosi da uomo in bestia… in lupo, naturalmente !

 

“ Già, si ammazzano tra loro, poi gridano : - Al lupo ! Al lupo ! – e ci andiamo di mezzo noi… tagliole, bocconi avvelenati, fucilate…

A noi interessano le pecore e i montoni !!!  Non abbiamo tempo da perdere…

Fra il 1740 e il 1773, nel Gévaudan, hanno ucciso 2178 lupi… in un modo o nell’altro eravamo tutti imparentati… un lutto infinito… ! “

 

La causa di quel fiume di sangue umano non può essere attribuita ad un animale… ma ad una bestia, questo sì… !

Ma qual è la sua vera natura ?

Qualcuno guida le sue azioni ?

Chi può trarre vantaggio dalle sue violenze ?

 

 

 

IL CARTELLONE DE " LA BESTIO’ "

 

Lo spettacolo " La Bestiò ", essendo una unica storia di particolare durata, si avvale del sussidio visivo del tradizionale cartellone … ma questa volta, usato in modo diverso .

Infatti la narrazione inizia a scena vuota e solo con il procedere della storia si compone la grande illustrazione scenografica (mt. 3 x 2), costituita da 12 immagini a colori che si uniscono le une alle altre .

La visione si compone via via che lo spettatore acquisisce gli sviluppi della storia dalle parole del narratore, cosicchè la suspense non è mortificata …

Le immagini presentate sono perlopiù elaborazioni grafico – coloristiche di illustrazioni d’epoca riguardanti proprio la storia della " Bestiò " ( alcune tratte da " La Bête del Gévaudan " di F. Fabre ed. De Bord 2004 ) e di Cappuccetto Rosso (curiosamente allusiva l’immagine di Toni Ungerer che propone il lupo in vesti di aristocratico…), e paesaggi dei luoghi in cui si svolsero i fatti narrati .