"  MAMMA !  FIGLIO  MIO !  "

ovvero

QUANDO UN SUONO DIVENTA PAROLA

E LA PAROLA E’ TUTTO IL MONDO

 

 

 

 

Ci sono suoni che compongono parole speciali: “ Mamma “ è una di queste.

La portiamo con noi ( o siamo portati ?) per sempre … nel naufragio esistenziale è relitto al quale aggrapparsi, faro, boa, campana antinebbia …

 

Per il figlio quella donna sarà sempre “ la MAMMA “.

Quasi sempre per il padre di quel figlio, quella donna è “ LA MOGLIE FEDELE E CASALINGA “ anche se è lavoratrice …

A volte si dimentica che la mamma è una DONNA : una femmina insomma !

 

Le storie partono da lontano : dai carnali desideri giovanili, e proseguono con i dubbi circa la scelta del partito migliore da sposare, sogni e disillusioni del matrimonio, sesso represso o sfrenato, fedeltà e tradimenti, attese di maternità e abbandoni, bimbi che muoiono e figli che scappano, infanticidi e matricidi, drammi psicologici e tenerezze struggenti, cannibalismi reciproci...

 

Le musiche sono quelle delle canzoni che hanno la mamma quale protagonista.

 

Mamma ! Già … ma perchè i bambini di ogni parte del mondo dicono “ MAMMA “ ?

C’è una spiegazione anche per questo !

 

 

Scava, scava. Adagio, adagio. Fatica e sudore, fatica e sudore. E poi setacciare, setacciare.

Vita dura quella dell’archeologo …. Ma c’è anche il momento del ritrovamento …. Ecco un grumo di terra che lascia trasparire qualcosa di custodito all’interno. Immerso nell’acqua tiepida, lavorando cautamente con spazzolini, si libera un poco  per volta  un pezzo di pietra levigato di forma oblunga, bitorzoluto.

 

E’ l’immagine di una divinità diffusamente venerata nell’area mediterranea 25 mila anni fa.

E’ la Grande Madre.

La figura della donna è rappresentata in forma di ovale appuntito alle estremità, così come i bambini disegnano schematicamente ( e nascostamente ) il sesso femminile.

Braccia e piedi solo accennati, natiche e cosce enormi, la testa informe inclinata in avanti come a guardarsi l’ombelico. La figurina sorprende perché è  costituita essenzialmente  da un grappolo di enormi protuberanze sferiche: mammelle e ventre.

E’ l’estrema sintesi della fecondità e del nutrimento. Il ventre è vaso contenitore protettivo della vita, misterioso luogo oscuro dal quale si emerge alla luce; i seni di quella donna grassa, quindi ben nutrita, sono enormi contenitori di cibo inesauribile.

E tutta quella ciccia rotondeggiante suggerisce morbidezza, tepore, protezione.

 

Quando si è bambini e si è piccoli, e quando si ha bisogno di cure e attenzioni e si è piccoli, grande ed enorme appare la madre. E onnipotente: perché capace di soddisfare tutti i desideri di vita del bimbo: nutrimento certo, ma anche soccorso, amore, consenso, difesa e sicurezza.

Attraverso il cordone ombelicale si è stabilita una relazione di dipendenza e di reciproca appartenenza dalla quale è difficile emanciparsi ! E spesso con esso si pratica una vera brutale sfida di tiro alla fune .

“ Mamma tutto “ titola una canzone, Dea Madre la consideravano i nostri progenitori …. Se guardiamo bene dentro di noi, ciascuno vive la propria madre come una entità della quale non si può fare a meno mai, neppure da adulti; alla quale ci si sente comunque legati anche se in termini conflittuali e della quale si sentirà la mancanza quando la sua fisicità verrà meno  e delle cui carezze si sentirà bisogno quando verrà meno la nostra fisicità.

Riempie la nostra infanzia, riempie la nostra vita …. Più Dea di così...

 

 

 

Fernando Botero è un pittore colombiano che ha colto tutto ciò e lo rappresenta con coloratissime figure femminili. Monumentali, voluminose, scoppiano di salute: sono ragazzone, sposone, madri e amanti burrose.

 

A volte si dimentica che la mamma è donna: femmina insomma !

Con il diritto a vedersi riconosciuti i bisogni-desideri del proprio essere femmina nel mondo adulto degli uomini e delle altre donne. Bisogni di amore, sesso, ammirazione, riconoscimento, autonomia… Come tutti naturalmente !

I figli vorrebbero ridurla a essere solo madre, il marito casalinga fedele, le figlie femmine desiderano che essa invecchi presto per avere una concorrente in meno nella conquista della ammirazione maschile.

E’ dura stare in equilibrio sul filo dell’essere moglie - madre - femmina in una società cannibale, moralistica, competitiva ….. Che le chiede “ la rinuncia “,  anziché desiderarla compagna e madre libera e realizzata.

E dire che avere il privilegio di vivere accanto ad una persona libera e felice rende più felici e liberi …. !