A VOLTE RITORNANO,

I SITI WEB INTENDO DIRE

 

di Massimo José MONACO

 

 

 

 

E’ il caso di musicameccanica.it , un sito che per la durata nel tempo e per l’anno in cui fu aperto è possibile definire storico. Nato originariamente nel 1997 come semplice pagina informativa, diventò sito di contenuti nel 1998 e da subito ebbe come vocazione la diffusione di una cultura legata a quegli straordinari strumenti musicali che sono gli organi di barberia e affini.

 

Posso dire a ragione che, attraverso il sito web di Musica Meccanica, molto è stato fatto perché la conoscenza di questi strumenti e del loro modo di accompagnare e sottolineare spettacoli e artisti ritornasse nel quotidiano del teatro, vuoi di strada ma anche di sala come accade in altri paesi. Sono spesso definiti strumenti poveri, mentre invece possiedono una ricchezza intrinseca sia per la loro stupenda artigianalità, quanto per la loro flessibilità. Sono strumenti poliedrici, personalizzabili all’infinito, mai uno uguale all’altro.

 

Chi non ha mai sentito un villaggio o una città risuonare dell’eco di questi strumenti durante un festival di Musica Meccanica, non può capire il clima che riescono a diffondere. Non credete se vi dicono che è retrò, che è un oggetto del passato, che è uno strumento vecchio legato solo al folklore. Chi dice questo è ignorante in quanto ignora la realtà della musica meccanica contemporanea. Non è questo il momento di fare una lezione sul tema, ma vi garantisco che la sua manovella continuerà a girare ancora per molti e molti anni nel futuro e che lo strumento, riuscirà ancora a sorprendere, rinnovandosi come già ha fatto fino ai nostri tempi.

 

Ricordo che quando iniziai a presentarmi col mio primo organo, nel 1981, molti pensavano che al suo interno vi fosse un registratore e pretendevano di guardarvi dentro. Fu per quello che in seguito decisi di farmi aiutare da un artigiano francese e di costruirne uno con il meccanismo visibile. Volevo rivelare a tutti il suo cuore segreto, il suo mantice pulsante. Ma mostrare non mi bastava, volevo anche parlarne e scriverne a livello colto, far crescere l’interesse vuoi per un piacere culturale personale, quanto anche per ampliare le possibilità di presentare i miei spettacoli in spazi teatrali tradizionali.

 

E così è stato. Per otto anni (dal 1997 al 2004) ho mantenuto e accresciuto il sito creando collegamenti e relazioni con molti esponenti di Musica Meccanica nel mondo. E’ stato un periodo fervido d’incontri piacevoli e stimolanti.

 

Ho imparato molto e ci sarebbe stato ancora molto da fare e molto da dire, ma a volte la vita professionale ti pone davanti nuove strade e t’invita a percorrerle. E’ necessario scegliere. Questo è quello che ho fatto.

 

Ma lasciare musicameccanica.it era triste.  Abbandonare tutto e far scomparire la sua voce proprio non mi piaceva. Ci voleva un continuatore, diciamo pure un erede qualificato, che amasse questi strumenti con passione “giovanile”.

 

E’ stata quindi una fortuna aver incrociato la strada con Giovanni Gili, contastorie, pittore, costruttore e, naturalmente, suonatore d’organo di musica meccanica e scoprire nei suoi occhi, un ben conosciuto ammiccare quando parla del suo organo di barberia, dei suoi spettacoli e di quello che sogna di fare. Bene. Dunque musicameccanica.it continua, riprende anzi rinasce in nuove fidate mani.

E se qualcuno annoiato ponesse l’arcana domanda: “Ma perché rifare questo sito?”. Per lui ho una sola e precisa risposta patafisica “L'abbiamo rifatto perché ve n'era gran bisogno".

 

Ciao Gili, buona strada e grazie.

 

Massimo José Monaco - 07.06.2005

 

 

 

www.monacoart.eu