I  PARASCENA  DELL’ORGANO 

 

      

 

 

 

L’organo “Limonaire Fournier 35 note E“ ha struttura e fisionomia ben precise, praticamente identiche a quelle di un organo di barberia del 1800 .

Non essendo strumento portatile ( pesa Kg. 14 ),  abbisogna di un piano di appoggio e di un carrello se si vuole far musica in modo itinerante . Per queste ragioni è stato attrezzato un passeggino per bambini ( modello per gemelli ! ) in modo tale da consentirne il trasporto e costituire appoggio sia dello strumento che dei cartoni musicali .

 

Ma non basta ! Il piano di appoggio costituisce anche zona attrezzata per reggere una piccola decorazione .

Così come nel teatro lo spazio importante della scena è inquadrato e valorizzato dai parascena, analogamente la parte frontale dell’organo dalla quale il suono si propaga,  viene  incorniciata da una immagine che si diversifica a seconda della tematica narrativa .

Non è elemento semplicemente decorativo, ma “ segno che dice “ pur essendo muto; presenza evocatrice che suggerisce rapidamente al passante – spettatore l’essenza contenutistica delle vicende narrate e delle melodie ascoltate .

 

 

                   

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Ecco il gigantesco gufo con le ali che si spalancano quasi ad avvolgere l’uditorio per condurlo dentro quel bosco oscuro che è in ciascuno di noi, popolato di visioni – simboli antichi …

Oppure il caldo cuore dell’orsacchiotto … ma è il suo che pulsa per me o viceversa ?

Oppure l’Inferno fiammeggiante dentro la porta – bocca della “ Bestia “ !

Angeli musicanti ( riproduzioni da Beato Angelico, Meister des Hansbuches, Bosch, Giotto ) e Re Magi intorno alla Madonna con Bambino ( del Sassoferrato ) per le storie di Natale.

 

 

                   

 

 

La grande madre di ispirazione boteriana  suggerisce invece inequivocabilmente vicende di madri e di figli … non sempre amorose .

 

Il grande frontale di vaporiera evoca incontri di viaggio … scambi di sguardi e di odori, aneddoti di vita veri o falsi … chissà, paesaggi in corsa, valige abbandonate, scomparse di passeggeri …

Per la musica jazz c’è il grande portale di un locale di New York nel quale, negli anni ’30 – ’40, hanno suonato le big-band di Count Basie, Tommy Dorsey e Glenn Miller.

E poi ci sono la ragazza e il fox terrier Nipper ( cane simbolo della mai dimenticata casa discografica “ La Voce del Padrone “ ) che ascoltano estasiati le musiche dell’organo !

 

Il torneo grande spettacolo, d’ armi e d’ amori. Damigelle che tifano per il loro cavaliere spesso incognito, alloggiate in tribunette opposte. La giuria di soli uomini. Giovani garzoni a cavalcioni dello steccato pronti a menar l’ ascia per tagliare il canapo. Fragor di ferri, mazzate per tutti … Questo è il medioevo, bellezza!

Se sono storie di coltelli e proiettili, di forche e veleni, di vendette e sadismi non c’è immagine più forte del sangue che schizza, gronda, imbratta, possiede, perseguita, attira nel baratro.

 

 

                   

 

 

Ecco una elaborazione del primo manifesto della storia del cinema ed i primi spettatori entusiasti: ad essi l’ organo propone musiche di colonne sonore indimenticabili ( i cartelloni fanno il resto … ).

Radiatore, fanaloni, parabrezza di un’ auto del primo ‘900 evocano polvere di strade non asfaltate, rombi assordanti, sfide leggendarie, morti tragiche …

 

 

   

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Una foresta lussureggiante popolata di sirene e pesci volanti, cani ballerini e innamorati sull’ arcobaleno comunica un altrove nel quale ogni incontro è possibile … come in tutte le favole.

Un volto di donna deformato dall’ avidità, goloso di energie umane, di vite vive … Un’ Italia turrita ornata di vizi e virtù che divora generazioni e genera Storia e storie.

 

Il circo! Il più grande spettacolo del mondo! Cosa avviene sotto l’infinito cielo dello chapiteau? Entrate, entrate signore e signori! Venite a vedere! Elefanti suonatori,gatti canterini,tigri equilibriste, uomini volanti …

 

Alcune preziose elaborazioni grafiche sono di Bruno Scrascia, creativo di raffinata eleganza e sensibilità fine. (*)

 

 

                    

 

 

Per il 15° Festival di Les Gets sul tema dell’Amore, nel 2012 arriva Sheherazade. Una creatura chiaramente ispirata alle opere fantasiose della scultrice francese Niki de Saint Phalle e al suo compagno Jean Tinguely, autore di sculture animate da motori elettrici. Sinuosa, sensuale, misteriosa. Gli occhi sono in movimento: guardano, spiano, seducono. Le labbra sensuali promettono storie d’amore.

 

 

 

 

Il Festival di Les Gets è un festival a tema. Occasione per sollecitare la creatività degli artisti invitati: narrazioni, immagini, musiche. Il tema “Gastronomia” fu quello della 16ª edizione nel 2014.

Titolo quasi provocatorio se si considera proposto in anni di crisi economica mondiale e statistiche apocalittiche riguardanti la fame nel mondo!

“Uomo” è il nome ebraico – cristiano - islamico che significa “uomo della terra”.

Ha senso reale: infatti proprio i prodotti della terra furono (e sono) decisivi per il suo sostentamento.

Ecco le teste grottesche dell’Arcimboldo: sintesi immaginifica della storia dell’Uomo e del suo futuro di sopravvivenza.

L’ho battezzata “ArcimBaldo” (ricordo che “Baldo” è il nome familiare di battesimo da me attribuito all’organo) e la sua realizzazione affidata allo scultore-scenografo in gommapiuma Pietro Perotti (così come i cappelli tematici del contastorie).