ORGANO

 

      

 

 

 

L’organo a manovella da me utilizzato è il " Limonaire FOURNIER 35 note E " : senza mantice né canne, è leggero, poco ingombrante, di grande sonorità, sempre accordato, poco faticoso il girare la manovella.

 

E’ progetto e realizzazione di una antica fabbrica di organi, la francese " Manufacture de Limonaires Marc Fournier " 
(
www.limonaires-fournier.fr ).

E’ espressione di un artigianato che non si ferma alla " copia moderna " di uno strumento antico, ma interpreta la domanda del cliente circa la affidabilità e duttilità dello strumento e applica la sapienza del fare all’ uso delle nuove tecnologie; continuando così la tradizione dei grandi artigiani inventori: costruttori di innovazioni e progresso tecnologico ( quale benedizione sarebbe stato questo strumento per tanti ambulanti che vivevano il peso e l’ingombro del loro organo come una croce quotidiana ! … ).

 

Coloro che ascoltano l’organo ne percepiscono il suono " antico " ( no, non vecchio : antico ! ).

Un neuropsichiatra potrebbe affermare che proprio " questo suono " dell’organo induce emozioni che attivano quelle parti cerebrali che conservano le memorie arcaiche …che evocano un paradiso perduto che si vorrebbe ritrovare con i suoi valori positivi … senza nostalgia, ma per risvegliare il desiderio di darsi da fare per non perderli o per ricuperarli, quei valori .

 

 

musica "Il terzo uomo"

 

La storia della musica ( e quindi anche della musica meccanica ) è storia di evoluzioni e mutamenti di strumenti e di suoni, di intuizioni, sperimentazioni, progettazione tecnologica, ricerca di nuovi materiali …

Ma può succedere che manifestazioni che hanno l’intento di onorare la memoria del passato qui e oggi, neghino diritto di presenza agli strumenti di musica meccanica più tecnologicamente evoluti, che si avvalgono dell’ apporto dell’elettronica.

Un comportamento contradditorio e astorico, che rischia di relegare e ridurre manifestazioni, artisti, potenzialità degli strumenti nel folklore pittoresco.

A " quei tempi " che si intendono rievocare con affetto e riconoscenza, le innovazioni sarebbero state accolte con curiosità, interesse ed entusiasmo.

Anche queste contraddizioni arricchiscono la dialettica sulla controversia fra folklore conservativo e folklore progressivo…

 

 

         

 

 

 

 

LA  STORIA  DELL’ ORGANO  " 35 E RACCONTATA  DA  CHRISTIAN  FOURNIER

 

Fu nel 1979 che mio padre Marc ebbe l’ idea di fabbricare questo piccolo organo rivoluzionario con adattatore di tono e regolazione del volume sonoro .

 

In quegli anni io lavoravo già con mio padre nella sua manifattura di organi : fabbricavamo soprattutto grandi organi per le giostre, di tipo limonaire con una grancassa, tamburi e figure in movimento .

 

Numerosi clienti, che già possedevano grandi organi, ne chiedevano uno piccolo facile da trasportare .

Fu così che mio padre iniziò lo studio di un organo diverso … e così giunse alla intuizione rivoluzionaria ! Costruirlo con tecnologie contemporanee : dunque con l’ utilizzo dell’ elettronica, che avrebbe offerto allo strumento nuovi vantaggi : leggerezza, robustezza, accordi sempre perfetti, regolazione della potenza sonora, adattatore di tono per adeguare lo strumento alla voce di qualsiasi cantante ( 3 tonalità nel 1980, 12 tonalità possibili oggi ) .

 

Il primo cliente acquistò l’ organo nel dicembre 1980 .

Da allora, malgrado " i puristi " provino fastidio di fronte ad uno strumento che secondo loro  " è troppo moderno ", questo organo ha soddisfatto più di 800 acquirenti .

 

Da qualche anno mio padre è in pensione, una pensione ben meritata, e sono io a continuare la produzione di questo e altri modelli di organi .

 

 

                                                                                                                                                Christian Fournier, costruttore

 

 

 

 

 

 

 

COME IL " CAPITANO " FOURNIER HA IMPEDITO

IL NAUFRAGIO DELL’ AÉOLIAN

 

di Gianni GILI

 

 

 

Questa è una storia vera. Una storia di avventure. Avventure di terra e di mare. E di Marc, il protagonista, la cui vita si è svolta sempre " sulle onde musicali ".

Ci sono organi che hanno attraversato il mare e sono andati in America. Organi poveri che andavano a cercare " la Merica " … e non sempre l’ hanno trovata … ! Ci sono organi poveri conservati con cura perché, anche se non suonano più, mantengono l’eco dei battiti di cuori accesi di speranza di cambiamento, l’eco di melodie che sono l’unico legame impalpabile con la propria cultura e il suono della propria lingua.

Ci sono organi che hanno attraversato il mare e sono venuti dall’America in Europa, la terra delle loro origini. Sapevano dove andare , c’era chi li attendeva con gioia e offriva loro accoglienza sontuosa, ammirazione, attenzione … insomma tutto ciò che si può desiderare perché la propria esistenza non vada sprecata.

Colui che aspetta l’ Orgue Philarmonique Aéolian è Mr. George Davidson, inglese, nato nel 1855; uomo colto, amante della pittura, del disegno, della musica naturalmente, e della fotografia. Mr. Davidson è stato azionista importante della Kodak e direttore generale della stessa in Inghilterra, obbligato a dimettersi per il suo professare pubblicamente idee anarchiche e di rispetto e stima per la classe operaia; è divorziato; è ricchissimo proprietario di castelli e palazzi progettati e arredati con raffinata eleganza dall’amico architetto George Walton. Vive circondato da artisti di qualità che operano nei diversi settori espressivi. Ormai liberato dal ruolo di capitalista è libero di esprimere la propria vena filantropica specialmente nei confronti dell’infanzia indigente. Si potrebbe pensare che per lui i giochi della vita sono ormai fatti … Ma non è così !

 

 

                            

(Fotografie di Denis Lafontaine)

 

 

L’ organo Aéolian che approda nel porto di Londra è analogo a quello che Mr. Davidson già possiede nel proprio castello di Harlech nel Galles: questo sarà collocato nella residenza di Holland Park. Di grande ingombro certo, ma soprattutto imponente, ed elegante nel suo aspetto progettato dall’amico architetto Walton. È il manufatto n° 1150 della ditta Aéolian - USA, con funzionamento elettro – pneumatico e possibilità di suonare con intervento manuale oppure automatico con rulli di carta perforata. La tastiera dell’organo godrà le frequentazioni del tocco delle mani musicalmente consapevoli di Manuel de Falla e Maurice Ravel …

Negli anni '20 George Davidson sposa Joan che la pensa come lui sui problemi sociali, e hanno la figlia Doreen. Sono proprio le esigenze di clima mite per la piccola che li portano ad abbandonare l’ Inghilterra e abitare in Francia a Juan – les – Pins, in una villa in riva al mare alla quale danno il nome da favola " Castello dei Bambini ": già, perché con la piccola Doreen ci sono tanti altri figli da loro adottati … Lì si crea un nuovo entourage intellettuale e artistico … e la ballerina Margaret Morris organizza una scuola di danza … E lì sono raggiunti dall’organo Aéolian n° 1150 che questa volta ha attraversato La Manica !

Poi, nel 1931, muore Mr. Davidson, poi muore l’amico architetto Walton, poi muoiono migliaia di uomini durante la seconda guerra mondiale …

Nel 1950 i Domenech acquisiscono la proprietà e la trasformano in albergo … l’organo n° 1150 è sempre lì con i suoi rulli … forse non è più suonato, ma è presente e pronto …

Sarà nel 1970 che un progetto di ampliamento decreta non esservi più posto per l’organo e per i 700 rulli di carta perforata che gli davano voce.

Come succede in ogni misfatto, deciso il delitto, c’è il problema di disfarsi del corpo … già, ma qui il corpo è di 115 metri cubi ! Il tempo fugge, i lavori iniziano, le macerie aumentano, l’impazienza cresce … Ci sono malfattori che, impressionati dal volume, decidono di sezionare il cadavere … così viene fatto anche con il nostro organo che viene smontato maldestramente. Che fare dei pezzi ? No, non vengono messi in un baule e portati al deposito bagagli di una stazione … C’è chi suggerisce di disfarsene per sempre gettandoli, nascostamente e un po’ per volta, nella gola profonda del mare. Gli uomini dal cuore duro che avevano iniziata la dissezione dell’ opera d’arte possiamo immaginarceli battersi le mani vicendevolmente sulla spalla compiacendosi l’un l’altro per la bella pensata … E l’affondamento ebbe inizio …

 

 

         

All'organo il M° Armand Muller

 

 

Ma si sa … le voci circolano … forse sono le sirene stesse a raccontare a Marc Fournier ciò che sta accadendo ! Marc, " l’uomo delle onde musicali ", interviene con lo strumento adatto a conquistare uomini dal cuore arido: il denaro ! L’affondamento si interrompe e Marc diventa proprietario dell’ organo! E qui ha termine la triste avventura del povero organo ricco, e riprende il percorso felice al quale l’organo era stato destinato.

C’è una grande mobilitazione intorno all’ Aéolian ! Intanto il trasporto nell’accogliente " Manufacture Fournier " di Seyssuel dove occhi curiosi, mani rispettose, esperienza terapeutica si prendono cura di esso. Si fanno consulti e le cure sono praticate da una intera équipe ( Fournier, Chaberlot, Silberman ). Ma le cure saranno lunghe e costose … si cercano finanziamenti … Si mobilitano personaggi della cultura e della politica, e le Istituzioni, e possiamo immaginare il darsi da fare del dinamico Denis Bouchet Presidente dell’ A.M.M.G. e fondatore del Museo della Musica Meccanica di Les Gets … Finalmente nel 1989 il Ministero della Cultura e la Regione Alta Savoia riconoscono essere l’organo oggetto di interesse pubblico per la storia della musica e l’evoluzione della costruzione tecnica di strumenti musicali … e possono deliberare i necessari finanziamenti.

Dopo 4 anni di lavori con 10.000 ore di intervento l’organo è come nuovo: gli viene attribuita la " Manovella d’ Oro de la Meilleure Restauration 1994 " ! Bello, potente, articolato nei suoi complessi meccanismi, entra nella chiesa di Gets e fa udire di nuovo le sue musiche sia in modo automatico con i rulli perforati, sia con l’ausilio delle mani di esperti organisti !

Quando si passa la vita sulle onde, quando si costruiscono legni che le sanno navigare, quando le sirene riconoscono quel navigante e gli chiedono aiuto, quando lui è così sensibile da udirle e comprenderne il messaggio, quando è così stimato da raccogliere una ciurma capace di abbordare una nave che sta affondando e trarla in salvo col suo prezioso carico … Beh ! Dobbiamo riconoscergli il grado di " Capitano " !

 

* Il lettore attento si domanderà: " Ma questo n° 1150 aveva un compagno quasi uguale nel castello di Harlech … " !? È vero … " aveva " … esso infatti andò letteralmente in fumo a causa di un incendio ! L’ Aéolian n° 1150 è l’unico esistente in Europa e fa parte del patrimonio del Museo della Musica Meccanica di Les Gets (http://www.musicmecalesgets.org ).

 

** Chi volesse saperne di più consulti " Musiques Mécaniques Vivantes " n° 31 – 32, 1999, rivista trimestrale de l’ " Association des Amis des Instruments et de la Musique Mécanique " ( http://www.aaimm.org/ )